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Continue reading →: «L’art est un refuge intérieur» – Entretien avec Sébastien DuludeNé à Montréal en 1976, Sébastien Dulude a grandi dans le quartier Mitchell à Thetford Mines de six à seize ans. Écrivain et éditeur, il est l’auteur de trois recueils de poésie dont ouvert l’hiver (La Peuplade, 2015). Amiante est son premier roman. Tu as commencé comme poète, avec les recueils chambres…
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Continue reading →: «L’arte è un rifugio interiore» – Intervista a Sébastien DuludeSébastien Dulude è nato a Montréal nel 1976 ed è cresciuto a Thetford Mines. Dopo aver studiato Giurisprudenza, si dedica alla letteratura, conseguendo un dottorato in Lettere all’Università del Québec a Trois-Rivières. Ha pubblicato le raccolte di poesie Chambres (2013), Ouvert l’hiver (2015) e Divisible par zéro (2019), ed è noto per le sue performance che mescolano…
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Continue reading →: Quartetto n. 1 – ALTROVE (Luca Chendi, Valentina Demuro, Elisa Nanini, Alfredo Panetta)Inauguriamo oggi Quartetti. L’obiettivo di questa rubrica, il cui titolo omaggia i Four Quartets di T.S. Eliot, è la presentazione di quattro testi (editi o inediti) di poetesse e poeti contemporanei, collegati da una parola-tema, liberamente interpretabile dagli autori. Una breve nota critica farà risuonare le quattro voci creando un…
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Continue reading →: «Quando scrivo, penso soltanto ad ascoltare» – Intervista a Carolina Anna FalboDopo aver scritto un’opera che in un certo senso decostruisce il linguaggio come La distrazione che ci rende dissimili, qual è la tua definizione di poesia, se ritieni che ce ne possa essere una? Quelle che sono diventate poesie sono nate tanto come “insorgenze” quanto come tentativi un po’ didascalici…
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Continue reading →: «Estrarre tutto il buio» – Intervista a Clery CelesteCos’è per te la poesia? C’è una definizione, se una definizione può esserci, che ti è cara? Creare dal nulla è per me un atto sacro. Riprendo questo dall’etimologia del termine poesia, dall’antico greco poieo, ovvero “io creo dal nulla”. È un atto sacro che attiene alla profezia e alla…
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Continue reading →: «Coincidere col niente» – Intervista a Dario TalaricoCos’è (e cosa non è) per te la poesia? Che definizione – se una definizione può esserci – ne daresti? Per quanto mi riguarda la scrittura è stata molte cose, forse principalmente un pensiero ossessivo. Un processo, un qualcosa di mai-dato e mai-finito, uno sforzo a chiarire e a ripulire,…
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Continue reading →: Il canarino, la voliera e il taumatropio – La poesia di Angelo Maria RipellinoLe mostrerò la strepitante patria degli uccelli, signor Solferino.Così mi disse stizzito Rabàs, l’organista.Ed io vidi d’un tratto il cinguettío inestinguibile,che trabocca dagli alberi come schiuma di birra,le cupole di madreperla delle ali, una Terrasantadi zampine smagrite con fogli portafortuna.Vidi d’un tratto una bianca città stercoraria,un gran circo vocale molto…
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Continue reading →: «Dietro serrande socchiuse cobalto» – Nota critica su “Cucina vigliacca” di Stefano TarquiniCucina vigliacca è un laboratorio di alchimie verbali in cui Tarquini distilla immagini di una quotidianità che si sfalda, una nostalgia che non si concede al rimpianto, un amore che sa di ferro e ruggine. I testi, nella loro asciuttezza nominale, non si lasciano addomesticare. Il ritmo è spezzato, sincopato,…
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Continue reading →: «Come fossero minuscole schegge di vetro» – Inediti di Ilaria PamioFrantumi di immagini crude e surreali si affastellano a un ritmo ansimante: l’angoscia scava con furia nel corpo e nella mente. Fragilità, desiderio di ricomposizione, ossessione. Una scrittura poetica, quella di Ilaria Pamio, che alterna delicatezza e visceralità, spietata concretezza e fantasmi sfuggenti. Una distesa di parole-scheggia dopo l’urto chiedono…
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Continue reading →: «Ogni storia è la nostra invenzione del mondo che ci circonda» – Intervista a Lorenzo VargasQuando hai cominciato a scrivere? Come è evoluta la tua scrittura? Mi annoiavo da piccolo, ero già un pallonaro di indubbio talento e ho cercato di canalizzare la cosa in un hobby più costruttivo. È durata più o meno fino alla fine delle medie, pensavo di essermene liberato definitivamente, ma…


